Chirurgia Ricostruttiva

CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA


Chirurgia Ricostruttiva

Lo scopo della chirurgia ricostruttiva è la correzione dei difetti che possono verificarsi come conseguenza dell’asportazione di un tumore, di traumi, di infezioni o di malformazioni.

La chirurgia ricostruttiva deve generalmente migliorare la funzione cercando al tempo stesso di ripristinare una morfologia più simile possibile alla normalità.

Traumatologia

I traumi più temibili sono quelli che determinano amputazione di arti o parti di arto e le fratture esposte con perdita del rivestimento della pelle e dei muscoli.

Fortunatamente le tecniche ricostruttive sono evolute parallelamente all’incremento dell’infortunistica: la chirurgia al microscopio consente riparazioni, quali il reimpianto di dita, una volta impossibili, la tecnica dei lembi muscolari, muscolo e fascio-cutanei permette la copertura anche di ampie perdite di sostanza

e ripristino di funzioni essenziali. Gli espansori tissutali, ampliando la pelle sana adiacente ad una lesione consentono la copertura della stessa con relativa semplicità. I sostituti cutanei (pelle sintetica) in ne consentono di intervenire là dove tutte le altre metodiche risultano inapplicabili o poco vantaggiose: esse costituiscono l’ultima frontiera nel campo delle innovazioni tecnologiche applicate alla chirurgia plastica ricostruttiva con incoraggianti implicazioni anche nel campo della chirurgia e della medicina estetica.

Malformazioni

Il campo della chirurgia delle malformazioni è ampissimo poiché abbraccia patologie che vanno dall’estremo cefalico a quello degli arti inferiori quali ad esempio, le schisi labiopalatine, l’ipospadia e l’epispadia, la sindattilia ecc. La domanda che più frequentemente viene posto è: a quale età è possibile intervenire chirurgicamente per correggere la malformazione? Naturalmente non esiste un’età “standard” valida per tutte

le patologie, poiché varia dai pochi mesi per la correzione del labbro leporino ai circa cinque anni per la correzione della sindattilia; è in ogni caso valido il principio di intervenire il più precocemente possibile e comunque in età prescolare, prima di tutto perché è anatomo-chirurgicamente corretto e poi anche per consentire un più facile inserimento del bambino nell’ambiente scolastico.

Ustioni

Le ustioni rappresentano un problema rilevante dal punto di vista medico e sociale. La maggior parte delle ustioni si verificano in ambiente domestico coinvolgendo per lo più bambini o donne, oppure sul lavoro, in particolare fabbriche e officine, con maggior interessamento di maschi adulti. Dal punto di vista terapeutico è necessario provvedere a medicazioni con sostanze antisettiche al  ne di evitare l’instaurarsi di infezioni e consentire, laddove il rivestimento cutaneo non è stato completamente distrutto, la riepitelizzazione spontanea. Se viceversa l’ustione è profonda si procederà, nei tempi più brevi possibili, a copertura della zona interessata con pelle dello stesso paziente o, in alternativa, con sostituti cutanei sia omologhi che eterologhi o anche costruiti in laboratorio. Questi ultimi costituiscono una delle più importanti innovazioni che la tecnologia mette a disposizione del medico ed è prevedibile che in futuro sia possibile costruire in laboratorio pelle del tutto simile a quella che costituisce l’involucro del nostro corpo. Attualmente è possibile ottenere da un francobollo di pelle lamine di epitelio che, applicate su un substrato adeguato, consentono di ricoprire in un unico tempo ampie super ci ustionate.

Oncologia

Le riparazioni che seguono alle ampie demolizioni per tumori cutanei del volto con interessamento anche delle ossa, sono oggi possibili grazie all’utilizzo di lembi compositi di ossa, muscoli e pelle, oltre all’uso di materiali protesici, bio-derivati o sintetici, quali osso e cartilagine bovina purificata, idrossiapatite, proplast e silicone solo per citarne alcuni. Le ricostruzioni post-mastectomia hanno ricevuto un enorme impulso dall’ utilizzo dei lembi muscolo-cutanei e dalle protesi mammarie siano esse temporanee o permanenti; i risultati estetici che si possono ottenere sono estremamente brillanti. La laser-chirurgia, in ne, contribuisce a risolvere in maniera sempre più e cace diverse situazioni tumorali e degenerative.

RICOSTRUZIONE DEL SENO POST-MESTECTOMIA


E’ possibile effettuare una ricostruzione mammaria, a seguito di asportazione del seno, quasi in ogni circostanza; le condizioni locali, ossia quel che rimane dopo l’intervento di mastectomia, e in particolare la qualità delle cicatrici e della pelle oltre alla presenza o meno del muscolo pettorale, sono determinanti nella scelta del momento e del tipo di ricostruzione. Questa può essere effettuata immediatamente, cioè nella stessa seduta operatoria in cui si asporta la mammella, o a distanza di tempo, settimane o mesi. La scelta tra ricostruzione immediata o differita è condizionata dal grado di malignità del tumore, dal tipo di terapia chirurgica per esso adottata e dalla necessità o meno di effettuare terapie complementari quali chemio e/o radioterapia.

Il modo più semplice consiste nell’introdurre una protesi mammaria di volume e forma adeguati; perché ciò sia possibile è necessario che siano stati conservati i muscoli pettorali ed è opportuno che la mammella sana abbia un volume non eccessivo e che non sia rilassata. In alcune circostanze è opportuno far precedere l’inserimento della protesi mammaria definitiva da una distensione dei tessuti della parete toracica mediante l’uso dei cosiddetti espansori mammari. In altre circostanze, quando cioè la pelle si presenta sottile o alterata per e etto della radioterapia, e quindi vi è una controindicazione all’uso di materiali protesici per l’alto rischio di infezione e estrusione, sarà necessario procedere ad unaintegrazione di pelle o di pelle e muscolo con i cosiddetti lembi fascio- cutanei o muscolo-cutanei. Questi ultimi possono costituire, poi, il solo materiale per la ricostruzione e sempre più utilizzando le metodiche della microchirurgia, evitando cioè di inserire una protesi nei casi in cui la mammella controlaterale si presenta voluminosa e pendula per cui risulta diffcile o impossibile ricostruire una mammella simile all’altra con l’uso delle protesi. Non sempre è possibile ottenere una simmetria perfetta; la tecnica ricostruttiva viene scelta anche sulla base della forma e del volume della mammella sana, procedendo, in qualche caso, ad un’adeguamento di quest’ultima mediante una mastoplastica additiva o riduttiva, o una mastectomia sottocutanea. Anche la tecnica della lipostrutturazione (lipofilling) sta trovando sempre più spazio tra le metodiche ricostruttive evitando talvolta il ricorso a tecniche che, sebbene affascinanti, sono certamente più complesse ed impegnative per la paziente.

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