MASTOPLASTICA ADDITIVA

L’aumento del volume del seno viene attuato attraverso l’impianto di protesi adeguate, quando il volume dello stesso è congenitamente piccolo o notevolmente diminuito, come si veri ca dopo una gravidanza. Altre applicazioni delle protesi mammarie sono quelle condizioni congenite (assenza più o meno totale della mammella o Sindrome di Poland) o acquisite (asportazione della stessa per un tumore maligno) in cui si voglia ricreare un volume ed una salienza mammaria uguale a quella della mammella sana.

Vi sono diversi tipi di protesi sia per quanto riguarda l’involucro che il suo contenuto e la forma. L’involucro può essere costituito da un polimero di silicone liscio o più spesso testurizzato o anche rivestite da poliuretano; il contenuto è, di regola, costituito da un gel di silicone più o meno coesivo, con l’eccezione di alcune che sono riempite di soluzione  fisiologica e cioè acqua sterile.

Per quanto riguarda in ne la forma vi sono sostanzialmente protesi rotonde o protesi anatomiche (a goccia). Queste ultime presentano il vantaggio rispetto alle rotonde di garantire un risultato più naturale ma non in tutti i casi; vi sono condizioni che indirizzano all’utilizzo delle protesi anatomiche, come ad esempio mammelle molto piccole o assenti in pazienti magre o le cosidette “mammelle tuberose”, così come esistono inestetismi del seno che vengono meglio corretti con protesi rotonde. La scelta sul tipo di protesi da utilizzare deve essere lasciata al chirurgo il quale ha le conoscenze e l’esperienza per poter giudicare quale protesi sia preferibile utilizzare in ogni singolo caso. Infatti, oltre ai desideri e alle aspettative della paziente, devono essere dal chirurgo considerati alcuni parametri  sici quali ampiezza del torace, tensione della pelle, presenza e spessore della ghiandola mammaria sovrastante e così via. Le protesi vengono inserite attraverso una piccola incisione (3-4 cm) o nel solco sottomammario, o sul bordo dell’areola o nell’incavo dell’ascella a seconda dei singoli casi e delle preferenze. Attraverso l’incisione viene creata un alloggiamento, sotto la ghiandola, sotto la fascia o sotto il muscolo pettorale. La complicanza principale di questa operazione è nella possibilità che si abbia un indurimento innaturale della mammella (contrattura capsulare periprotesica). Questo fenomeno, in passato alquanto frequente, è oggi quasi scomparso grazie all’uso di protesi più sicure e al posizionamento delle stesse in sede preferibilmente sottomuscolare o sottofasciale e all’uso di farmaci che contrastano la sua formazione (antileucotrienici).